Di Alice Riccardi*

L’adolescenza rappresenta una fase evolutiva e di trasformazione cruciale per la costruzione dell’identità e lo sviluppo delle competenze sociali.
Oltre ad adattarsi ai rapidi cambiamenti del corpo, ogni adolescente è chiamato anche a ristrutturare il rapporto con le figure genitoriali, a riconoscere e padroneggiare le proprie pulsioni ed emozioni, a integrarsi nei vari gruppi sociali in modo attivo e proattivo, sviluppando al contempo autonomia e indipendenza, a interagire adeguatamente con le istituzioni sociali e a costruirsi un personale sistema di valori, proiettando la propria soggettività anche verso una progettualità futura.

Quando il disagio adolescenziale richiede attenzione

Seppur il disagio adolescenziale possa essere considerato, entro certi limiti, un segnale di transizione e un elemento fisiologico del processo di crescita, per molti e molte adolescenti la difficoltà nel raggiungimento dei compiti evolutivi può determinare un vero e proprio blocco. In questi casi, il disagio può tradursi in ritiro sociale, isolamento, instabilità emotiva, iperinvestimento o rifiuto scolastico, dipendenza, disturbi alimentari e comportamenti che mettono a rischio il proprio benessere e la propria sicurezza.
Lavorare a livello terapeutico con l’adolescente richiede dunque interventi preventivi ma altresì promozionali, cioè capaci di prevenire il rischio ma anche di promuovere risorse, autonomie e capacità riflessive, offrendo spazi in cui poter riflettere ma anche agire, in cui emozioni e conflitti possono essere riconosciuti e trasformati.

L’Arteterapia: uno spazio oltre le parole

In questo scenario, l’Arteterapia – intesa come intervento di sostegno a mediazione non verbale che utilizza il processo creativo, i materiali artistici e i linguaggi espressivi – si configura come uno strumento efficace per promuovere il benessere psicofisico e il potenziamento delle social skills in adolescenza.
Offrendo uno spazio protetto e non giudicante, l’Arteterapia facilita l’emergere delle risorse interne, la trasformazione dei blocchi comunicativi e la rielaborazione di vissuti emotivi complessi, proprio quando e dove le parole non bastano o il linguaggio verbale può risultare inibito o vissuto come minaccioso.
“In questo contesto la parola forma è essenziale. È l’ordine e la struttura con la quale l’espressione artistica concretizza le esperienze. Ci dà la possibilità di riconoscere, far emergere e padroneggiare l’esperienza interna” (Edith Kramer, 1971).
L’Arteterapia introduce, infatti, una distanza simbolica: ciò che è dentro – le emozioni, i ricordi – viene messo fuori, portato in superficie, rappresentato, su un foglio o costruito e modellato tridimensionalmente attraverso la creta o i materiali destrutturati. In questo modo può essere scoperto, osservato ed esplorato.
Il metodo “Arte come Terapia” elaborato dalla pioniera Edith Kramer pone al centro proprio il processo creativo, sostenendo che le virtù curative dell’arte derivino dai procedimenti psicologici attivati durante il fare artistico.

Dare forma alle emozioni attraverso il processo creativo

In questa prospettiva, attraverso l’atto del creare, l’adolescente può:
dare forma a sentimenti e pensieri difficili da verbalizzare, trasformando il caos interno in immagini, metafore e simboli visibili ma soprattutto condivisibili;
riconoscere e modulare attraverso il fare emozioni intense come rabbia, paura o tristezza, vergogna, ansia o senso di colpa;
rafforzare l’autostima e il senso di competenza e autoefficacia grazie a un oggetto concreto, ideato e realizzato, che diviene mediatore simbolico ma anche ponte tra mondo interno e realtà esterna.

Toccare, manipolare, esplorare, sperimentare, ma anche schiacciare, colpire, strappare, cancellare, bucare, tagliare, incidere, staccare, fino a ricomporre, rimpastare, levigare e riparare sono tutte azioni trasformative dall’alto valore terapeutico.
Queste azioni, infatti, permettono non solo di esprimere e oggettivare ciò che si prova, ma anche di riorganizzare e ristrutturare la parte psichica e neurobiochimica. Ciò avviene soprattutto se portate avanti all’interno di uno spazio fisico e simbolico sicuro, in un tempo equilibrato e sostenibile e accompagnate dalla presenza e dallo sguardo di una figura adulta competente ed emotivamente sintonizzata che conduce e supporta.
Quando presente, anche il gruppo può offrire uno spazio di rispecchiamento e sostegno, in grado di accogliere, contenere e negoziare in modo funzionale i bisogni evolutivi di apertura e chiusura, fusione e separazione, appartenenza e differenziazione, trasgressione, ricerca di identità e di senso.

Dalla creatività alla consapevolezza di sé

In una società ancora troppo spesso orientata all’apparire prima ancora che all’essere, l’Arteterapia offre all’adolescente una dimensione e un campo relazionale in cui poter esistere in modo autentico.
Dare forma alle emozioni significa offrire alle ragazze e ai ragazzi la possibilità di trovare risposte, o almeno di iniziare a immaginarle.
E talvolta, è proprio nello spazio simbolico dell’immaginazione, del sogno, e della libertà espressiva e creativa, che può nascere il primo passo verso una nuova consapevolezza di sé.

Scopri il nostro servizio di Arteterapia

L’Arteterapia può essere una risorsa preziosa per affrontare difficoltà emotive, fragilità, migliorare la consapevolezza di sé e ritrovare un equilibrio. Contattaci per conoscere meglio questo nostro servizio.

Per approfondire: Edith Kramer, Arte come terapia nell’infanzia, La Nuova Italia, Firenze 1971


* Arteterapeuta Clinica, esperta di laboratori esperienziali ArtLab, formatrice e educatrice professionale socio-pedagogica. Lavora presso il Polo Autismo e il centro clinico Prometeo di Spazio Aperto Servizi. Come arteterapeuta clinica ha maturato particolare esperienza nell’ambito dello spettro autistico, della disabilità, del disagio psichico e delle malattie neurodegenerative.